Tributo a Giorgio F. Reali
Mi chiamo Alessandro e mi occupo da tanti anni del Museo del Giocattolo e del Bambino.
Scopro solo oggi e per via del tutto fortuita della scomparsa di Giorgio.
Ne sono addolorato e frastornato, anche per via quelle poche righe di informazioni che riesco a trovare in rete.
Non so chi leggerà questa mail ma immagino si tratti di qualcuno che a Giorgio vuole bene.
A costoro porgo innanzitutto le mie condoglianze e un forte abbraccio.
Giorgio è una persona speciale. Uso il presente proprio perchè essere speciali trascende la fragilità dei nostri corpi e la transitorietà delle nostre vite.
Ebbi modo di conoscerlo – credo fossimo ancora nello scorso millennio – quando mi chiese di partecipare a un sondaggio sui giochi preferiti dai bambini.
Gli esiti confluirono in quel classico che sarebbe diventato il “Giardino dei Giochi dimenticati”, tra le cui pagine sono onorato di vedere citata la “mia” struttura.
Fu l’inizio di una serie di contatti che se anche non ebbero modo di trasformarsi propriamente in “amicizia”, condividevano un sentire comune verso il gioco, i giocattoli e l’attività ludica in genere. Giorgio venne a trovarmi quando il Museo era presso i Martinitt e in un paio di occasioni organizzò degli apprezzatissimi laboratori. Vedo che ne rimane ancora traccia sul sito dell’Accademia. Trovo perfino riferimenti a una mia vecchia mostra friulana.
Come Giorgio, anche io frequento i luoghi del gioco, estemporanei o istituzionali che siano. Col tempo ho imparato che ovunque ci fosse da giocare lui era presente. Fiere, Feste, Mostre…lo vidi anche concorrente ad un quiz televisivo se non ricordo male. Pur sempre di gioco si trattava! Ed ogni volta, trovavamo il tempo per scambiarci qualche informazione o considerazione sulla lotta quotidiana e ostinata per proporre ai bambini alternative di pensiero agli schermi videoludici. Il suo, il nostro…non è mai stato un atteggiamento passatista. I bambini devono giocare con gli strumenti del proprio tempo. Ma devono poterli scegliere.
Non possono farlo se non conoscono le alternative. Se nessuno indica loro che ce ne sono. Perchè ce ne sono, oh si. E Giorgio le conosce tutte.
Ricordo l’ultima volta che ci siamo incontrati, qualche mese fa. Al Parco Nord, durante il “Festival delle Biodiversità”. Sapevo che l’avrei trovato e lo trovai esattamente dove mi aspettavo di trovarlo. Seduto in mezzo a un bel prato, circondato dai suoi mille giocattoli “dimenticati” e da tanti bambini che invece quel pomeriggio l’avrebbero ricordato a lungo.
Non sono abbastanza in intimità per sapere chi raccoglierà – ora – il testimone dell’Accademia.
Conosco però abbastanza la materia per sapere che si tratta di un patrimonio che non possiamo permetterci di perdere.
Se a qualcuno vengono in mente ipotesi di collaborazione e sinergia…o volesse contattarmi per farcele venire in mente.
Io ci sono.
Con affetto, stima e simpatia.
Alessandro Franzini Museo del Giocattolo e del Bambino via Gianni Rodari, 3 20032 Cormano (Mi) http://www.museodelgiocattolo.it
Giorgio Federico Reali, poeta dei giochi di strada, artista visionario, grande anima.
Ha dedicato la sua vita alla realizzazione dei suoi sogni: giocare e fare giocare, divertirsi e vivere intensamente.
Profeta della creatività per bimbi e adulti, una delle chiavi per giocare a quel grande gioco sconosciuto che è la vita, vedeva la bellezza nelle discariche, l’arte trionfare sul grigiore e la miseria.
Mi manca la sua gioia di vivere, il suo entusiasmo,la sua ironia delicata,la sua risata inconfondibile.
Mi manca la sua sensibilità in un mondo sempre più distratto; la sua particolare tenerezza per i più deboli, i giochi speciali che inventava per i bimbi disabili.
A tanta luce si contrappone implacabilmente l’oscurità, ed è questa che lo ha portato via una notte di marzo.
Ciao Pacio
Rosi
Ricordo l’entusiasmo e l’energia di Giorgio. Ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente solo per un momento, un incontro a Milano presso il suo luogo magico. Insieme ad una collega, entrambe esperte di didattica museale, abbiamo fatto visita a Giorgio per confrontarci su tematiche che riguardavano i bambini, la didattica, il gioco e sperimentazioni stimolanti per i piccoli.
È stato un incontro importante e indimenticabile: Giorgio è riuscito a rendere il nostro viaggio da Vicenza, un’esperienza utile e di conoscenza, è stato capace di infondere in noi positività, creatività, voglia di non dimenticare e di recuperare antichi saperi.
A lui va il nostro abbraccio, il nostro riconoscimento e un sorriso che rimarrà per sempre.
Siamo vicine a voi, alla sua famiglia e a chi gli ha voluto bene. Chiara Franceschini
COS’E’ LA FOLLIA?
di Claudio Procopio
A Giorgio Reali 17 marzo 2018
Cos’è la follia?
Se non l’essenza della vita
un modo di esistere
per togliere il tappo
dal mare della bugia.
Cos’è la follia?
Se non la conoscenza
che mi invita ancora a resistere
per non esser sazio
dal canto di una poesia.
Cos’è la follia?
Se non scelte ardite
e continue ferite.
Cos’è la follia?
Un matrimonio
con noi stessi.
Cos’è la follia?
Se non l’imprevisto
che vieta sempre di avere paura
e pagare dazio
ad un treno che ti porta via.
Cos’è la follia?
Se non l’esempio dato
di non guardarsi a lato.
Cos’è la follia?
Il patrimonio
di noi fessi.
Cos’è la follia?
Se non la lotta per ideali.
Io mi chiamo Giorgio Reali.
Ricordo dell’ Associazione Fabbrica del Vapore Milano
In ricordo
di Giorgio Reali
Il nostro associato, ma soprattutto amico di tutti, Giorgio Reali è uscito di scena: quasi metaforicamente, sotto un vero
treno, non come quelli di cartone o realizzati con le lattine delle bibite che riusciva magicamente a creare dal riciclo di
oggetti dismessi. Sembra una nemesi, la sua fine: il confronto tra la leggerezza con cui cercava di affrontare il mondo, ed il
pesante risvolto che la realtà spesso presenta ai veri poeti.
L’abbiamo conosciuto ed apprezzato nel corso della nostra comune e lunga esperienza alla Fabbrica del Vapore, in un percorso durato più di quindici anni; una persona dotata di grande fantasia, che cercava sempre di vivere elaborando il “fanciullino” (come lo definiva Pascoli) che ognuno si porta dentro, e trasmettendo la sua visione agli utenti dell’Accademia del Gioco Dimenticato, la sua Associazione qui in Fabbrica; che scriveva libri per mantenere in vita la tradizione dei giochi manuali in un periodo di completa smaterializzazione delle esperienze infantili; che girava il mondo come un vero saltimbanco, nell’inseguire i suoi bisogni di comunicazione e, perché no, di gratificazione.
Era anche molto affezionato alla storia quasi centenaria degli spazi di questa Fabbrica, di cui aveva ricostruito minuziosamente un archivio di documenti originali.
Nel corso del tempo, abbiamo anche conosciuto il Giorgio più ombroso, che faticava a conciliare aspettative e quotidianità, che cercava spesso aiuto per poter immagazzinare il grande deposito di “materie prime” indispensabile per le sue costruzioni (ovvero, montagne di ritagli di giornali e riviste, scatole, cartoni del latte, pezzi di plastica colorati, strutture di fil di ferro), che poi trasformava miracolosamente in pezzi di grande valore estetico; che, come tutti i sognatori, poteva diventare faticoso, nei momenti più bui… ma che poi improvvisamente spiazzava con osservazioni trasversali, o con generosi regali delle sue fantastiche sculture: bellissima quella di un essere cubista realizzato con scatole di sigari vuote, da anni presente sulle scale di un laboratorio qui alla Fabbrica del Vapore .
Speriamo che la sua volontà di mantenere in vita i Giochi Dimenticati resti viva; con lui scompare un grande “poeta della manualità” a cui tutti eravamo affezionati ed in qualche modo affettuosamente legati.
Ciao Giorgio
Ranuccio Sodi Presidente dell’Associazione dei Laboratori della Fabbrica del Vapore
AIACE Milano, Ariella Vidach – AiEP, Careof, IlFischio.doc, Laboratorio Dagad, MacchinazioniTeatrali, Mascherenere, OneOff, Polifemo, Process 4, Show Biz, Studio Azzurro, Viafarini

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Testimonianza di Carlo Milizia
Durante la “54° sagra della patata” a Tolè facevo il giocoliere. E’ proprio in quella occasione che incontrai Giorgio. Fin da subito mi colpì il suo carattere. Un carattere semplice e pieno di entusiasmo pronto a coinvolgere adulti e bambini. Attraverso questo spirito Giorgio mi propose di provare il gioco del “Centro- patata” . Io accettai subito. Nonostante i tanti tentativi alla fine centrai il bersaglio. Come ricompensa presi 5 biglie in regalo e infine giocai con le 3 clave. Assieme abbiamo passato due ore ricche di divertimento tanto da ritornare bambini. E’ così che voglio ricordare Giorgio. Un uomo pieno di entusiasmo che con la propria semplicità ti faceva ritornare bambino. Ci mancherai tantissimo.
Il Giocoliere Carlo Milizia

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