ACCADEMIA DEL GIOCO DIMENTICATO

Accademia del gioco dimenticato

Riciclo di giochi e suoni serata di riflessione di "oggettisenzavalore" svolta ad Aosta in compagnia di Francesco Voccoz e Daniele Delfino ed in collaborazione con l'Anpe.

Un invito casuale mi ha riportato in val d'Aosta dove anni fa ho organizzato una serie di Campionati di braccio di ferro (mia antica passione e lassù i boscaioli non mancano...).
E' stato assai illuminante conoscere dei colleghi di "formazione" poiché sia Daniele con i suoni che Francesco con i pensieri hanno insegnato ai convenuti (quindi anche a me..) quanto si possa fare con quanto si trova in natura (sia spontaneamente come conchiglie, canne di bambu o sassi o abbandonato come cassette di legno, biciclette, barattoli o bottiglie di plastica).

Raccontare fiabe moderne come fa Francesco spiegando la storia dell'origine di una scatola delle scarpe o una bottiglia di vetro è meraviglioso se il "maestro" sa meravigliare il bambino e sorprenderlo con i gesti.
Stesso discorso vale per le magie di Daniele che inventa suoni da legni e foglie, rintocchi divini da sassi apparentemente inutili.

Bello quindi insegnare ai bambini quanto si può fare, inventare e giocare con un sacco di "oggetti" abbandonati alla fine di un mercato, a partire dai nocciuoli di pesca, alle stecche delle cassette, finendo con i cartoni.
Se dico che con quanto carico sulla mia bicicletta dopo un mercato costruisco (divertendo me e 20 bambini) circa 25 giochi diversi non esagero...
Riportare i tutti i bambini (intendo quelli che hanno tutto e quelli che hanno quasi tutto senza scordare quelli...che hanno poco) ad una dimensione ludicamente uguale è un bel sogno che però attraverso il gioco "povero" si realizza. Certo, come spesso accade gli "ultimi" abituati ad arrangiarsi, a riparare il gioco o giocattolo dei fratelli più grandi, sono più abili manualmente ma anche gli "altri" recuperano in fretta. Una cosa gli accomuna però tutti, sono orgogliosi di "costruirsi " il proprio giocattolo, non più come un oggetto "calato" dall'altro e quindi "velatamente" imposto o frutto di condizioni: se fai il/la bravo/a te lo compro.

L'esempio è ormai merce rara, poiché richiede l'impiego di tempo: è più facile dire ad un bambino "rispetta i nonni" che insegnare loro a salutare quando ne incontrano uno per la strada (anche se sconosciuto). Ecco che anche nel gioco l'esempio del papà assume grande rilevanza se va con il bambino/a a cercare gli oggetti per costruire i giochi o giocattoli camminando nel bosco o frugando fra i cumuli a fine mercato.

Giocando (e costruendo) insieme e non (solo) regalando giochi o cose che si conquista l'affetto di un bambino.

Giorgio F. Reali

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